La storia si racconta anche a fumetti
Storia Viva inaugura un nuovo progetto di divulgazione storica attraverso il linguaggio del fumetto. Ad aprire la serie è Elisabetta I d’Inghilterra, raccontata in cinque tavole dalla nascita alla fine della dinastia Tudor.
Ci sono molti modi per raccontare la storia. Possiamo partire da un documento conservato in un archivio, osservare ciò che resta di un edificio, interrogare un reperto archeologico, leggere una cronaca o seguire le tracce lasciate nelle opere d’arte. Possiamo ricostruire una biografia attraverso lettere e testimonianze, oppure allargare lo sguardo alle trasformazioni politiche, economiche e sociali che hanno attraversato intere civiltà. Ogni strumento ci permette di osservare il passato da una prospettiva diversa e, proprio per questo, la divulgazione storica ha sempre cercato linguaggi capaci di mettere in relazione la ricerca con il racconto.
Da questa convinzione nasce un nuovo progetto di Storia Viva, che da oggi affianca alle forme di divulgazione che già conoscete un linguaggio dalle enormi possibilità narrative: il fumetto.
Non si tratta, naturalmente, di inventare qualcosa che non sia mai stato fatto. Il rapporto tra storia e fumetto possiede ormai una lunga tradizione e nel corso del tempo la narrazione disegnata è stata utilizzata, con risultati differenti, tanto per avvicinare i più giovani al passato quanto per affrontare vicende storiche estremamente complesse. Ci interessa piuttosto esplorare ciò che questo linguaggio può offrire al nostro modo di fare divulgazione, mantenendo i criteri che hanno sempre guidato il lavoro di Storia Viva.
Quando la storia diventa immagine
Una tavola a fumetti possiede una caratteristica particolare: costringe il racconto storico ad acquistare una dimensione visiva. Un nome incontrato in un documento deve assumere un volto; una battaglia deve svolgersi in un paesaggio; una decisione politica deve essere collocata in un ambiente; un viaggio deve avere navi, strade, città e confini. Anche gli elementi apparentemente secondari – un abito, un’arma, un’acconciatura, un mobile, un’insegna – diventano parte integrante della narrazione.
È proprio qui che il fumetto può trasformarsi in un interessante strumento di divulgazione. La successione delle vignette permette infatti di seguire gli avvenimenti nel loro svolgersi, di osservare il passare degli anni, di comprendere le relazioni tra i protagonisti e di restituire alla storia una dimensione umana che la semplice successione di nomi e date talvolta rischia di nascondere.
Ma questa capacità porta con sé anche una responsabilità. Quando rappresentiamo visivamente il passato, ciò che mostriamo tende facilmente a essere percepito come reale. Per questo il nostro progetto nasce con una regola precisa: il linguaggio cambia, il metodo no.
Cronologia, fonti, iconografia, architetture, abbigliamento, oggetti e contesto storico continueranno quindi a essere verificati con la stessa attenzione riservata ai nostri contenuti scritti. Quando esiste un ritratto storicamente accreditato di un personaggio, cercheremo di tenerne conto; quando un edificio o un’opera sono documentati, la ricostruzione dovrà rispettarne per quanto possibile le caratteristiche; quando invece le fonti non permettono di conoscere un dettaglio, dovremo evitare di trasformare una ricostruzione plausibile in una falsa certezza.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle parole. Il fumetto invita naturalmente a far parlare i protagonisti, ma una frase inserita in una nuvoletta può facilmente assumere l’apparenza di una citazione autentica. Per questo distingueremo le parole effettivamente documentate dalle necessità della narrazione e cercheremo di evitare di attribuire ai personaggi pensieri, intenzioni o dichiarazioni che le fonti non consentono di sostenere.
Un linguaggio in più, non una sostituzione
C’è poi un punto che desideriamo chiarire fin dall’inizio. Le storie a fumetti non sostituiranno i post, gli approfondimenti e gli articoli che Storia Viva pubblica abitualmente.
Continueremo a raccontare avvenimenti, personaggi e scoperte attraverso i nostri contenuti sui social e continueremo soprattutto a utilizzare le pagine di magazinestoriaviva.it per gli articoli nei quali lo spazio permette di approfondire maggiormente fonti, interpretazioni e dibattiti storiografici.
Il fumetto entrerà semplicemente a far parte di questi strumenti.
Ci saranno argomenti che richiederanno necessariamente un lungo articolo e altri nei quali una sequenza di immagini potrà aiutarci a comprendere meglio la successione degli avvenimenti. In alcuni casi le due forme potranno anche dialogare: una storia illustrata potrà suscitare la curiosità necessaria per approfondire un personaggio, mentre un articolo potrà offrire le informazioni e le fonti che una tavola, per sua stessa natura, non può contenere.
L’obiettivo rimane quello che accompagna Storia Viva fin dalla sua nascita: avvicinare il pubblico alla storia senza rinunciare alla sua complessità.
La prima protagonista: Elisabetta I
Per inaugurare il progetto abbiamo scelto una figura che sembrava quasi chiedere di essere raccontata attraverso le immagini: Elisabetta I d’Inghilterra.
Nata nel 1533 da Enrico VIII e Anna Bolena, Elisabetta attraversò alcune delle stagioni più tormentate della monarchia Tudor prima di salire al trono nel 1558. La sua biografia permette di seguire quasi settant’anni di storia europea e oltre quattro decenni di regno, attraversando questioni dinastiche, conflitti religiosi, congiure, diplomazia, rivalità internazionali e trasformazioni culturali.
Le cinque tavole che accompagnano questo articolo partono dalla sua infanzia, segnata dalla caduta e dall’esecuzione della madre, per seguirne la formazione, gli anni difficili sotto Maria I e l’ascesa alla corona. Il racconto prosegue con il consolidamento del nuovo regno, il settlement religioso del 1559, la questione matrimoniale e la lunga presenza di Maria Stuart nell’orizzonte politico inglese.
Entrano quindi nella narrazione le grandi crisi degli anni Settanta e Ottanta del Cinquecento, i complotti cattolici, Francis Drake, l’intervento inglese nei Paesi Bassi, la condanna di Maria Stuart e lo scontro con la Spagna di Filippo II, fino all’Armada del 1588. Gli ultimi anni consentono infine di osservare anche le difficoltà di un regno spesso ricordato soltanto attraverso la sua immagine più luminosa: guerra, problemi finanziari, tensioni sociali e la delicata questione della successione accompagnarono Elisabetta verso la morte, avvenuta a Richmond il 24 marzo 1603.
Con lei terminava la dinastia Tudor e la corona passava a Giacomo VI di Scozia, divenuto Giacomo I d’Inghilterra. Si chiudeva così una lunga vicenda personale e politica, mentre cominciava una nuova fase della storia britannica.
Abbiamo cercato di raccontare questo percorso evitando di trasformare Elisabetta nell’icona immobile costruita dalla memoria successiva. Dietro la regina dei grandi ritratti di corte vi fu una donna immersa nei conflitti del proprio tempo, chiamata continuamente a confrontarsi con problemi religiosi, dinastici e internazionali per i quali raramente esistevano soluzioni semplici.
Ed è proprio questa storia, fatta di persone e decisioni, successi e fallimenti, documenti e zone d’ombra, che vorremmo continuare a raccontare.
Elisabetta I rappresenta soltanto l’inizio. Nelle prossime storie potremo attraversare epoche e civiltà differenti, incontrando sovrani e condottieri, esploratori e scienziati, artisti e donne spesso rimaste ai margini dei grandi racconti, così come tornare nei luoghi nei quali si sono svolti avvenimenti capaci di modificare il corso della storia.
Naturalmente sarete anche voi a poterci suggerire dove andare. Quale personaggio, avvenimento o civiltà vorreste vedere protagonista delle prossime tavole? I vostri commenti ci aiuteranno a capire come sviluppare questo nuovo progetto e quali storie portare per prime sulle nostre pagine.
Per il momento, però, lasciamo la scena a una bambina nata a Greenwich il 7 settembre 1533, destinata a diventare una delle figure più conosciute dell’Età moderna.
Le tavole sono pronte. Non ci resta che augurarvi buona lettura e buon viaggio nella storia.
— Antonio Vaianella
La storia di Elisabetta I – buona lettura
Cliccate sulle tavole per visualizzarle a grandezza intera.





